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Una vita a colori/3

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Uno degli optional (diagnosticato, certificato e assicurato ) che ci fu … Scusate … che GLI fu appioppato era : Funzionalmente cieco.

Già di per sé il termine cieco mi suonava male, ma non compresi mai quel “funzionalmente” che cosa c’entrasse (attualmente continuo nel peregrinaggio della risposta).

Comunque è quel che successe dopo che mi portò ad avere una visione ilare della vita, o perlomeno, una visione di una bella fetta della mia vita in … bianco e nero.

Credo che anche l’avvocato torinese, se avesse saputo, ci avrebbe eletto membri onorari della sua squadra, supporter sfegatati al limite del paranoico. Probabilmente avrebbe anche invocato una macumba per redimerci, ma, tranquilli, fu solo un lasso di tempo molto breve, molto breve se lo paragoniamo alla durata della prima glaciazione.

Nonostante tutto : Funzionò! Aspettaaaaa! Adesso ti spiego … anzi ti spiega!

Avete presente quelle case da rivista in cui le tinte sono coordinate, i toni sono rilassanti e ogni cosa è al suo posto perchè quello è il posto in cui doveva stare ? Insomma quelle progettate da un architetto specializzato in interior design … bhè scordatevele!

La nostra casa fu per un lungo periodo, appunto, in bianco e nero.

Avevamo pareti a scacchi in bianco e nero, disegni semplici appesi alle pareti in bianco e nero, peluches in bianco e nero (provate a pensare ad almeno dieci animali con il mantello bianco e nero e poi lanciatevi nella ricerca di altrettanti peluches in bianco e nero… per fortuna esistono parenti ed amici così abili nelle ricerche da trovarne anche qualcuno a grandezza naturale … mamma mia! Che fai glielo restituisci?! E con che coraggio!), vestiti in bianco e nero, addirittura il coprifasciatoio fu cucito con una stoffa in bianco e nero.

Rasentai anche l’assurdo, un giorno, mettendomi in testa una specie di foulard in bianco e nero, ottenendo come risultato la risposta di un pianto inconsolabile da parte del piccolo quando riuscì a convergere il suo sguardo sul mio viso (avrà pensato che, essendo il mese di settembre, che cavolo c’entrasse la befana!)

Ricordo un particolare che mi colpì molto: all’età di undici mesi portammo il piccolo a fare una visita da un neurochirurgo a Torino (mai che trovi uno specialista in gamba fuori di casa! Come minimo devi spararti almeno 150 kilometri con un bimbo che, ovviamente, non sopporta la macchina … e poi ci sono quelli che si lamentano perché l’aereo è in ritardo … ma valà).

Quello che mi colpì fu che nel suo studio i classificatori e alcune scatole erano appunto in bianco e nero! Un grande  (intende il neurochirurgo)  sotto tutti i punti di vista, peccato però che si uniformò molto presto agli standard dei medici italiani … quelli classici per intenderci.

Perché vi sto raccontando tutto questo?
Ci fu detto che i bambini full optional, che hanno problemi visivi, vedono meglio i contrasti e allora, quale miglior contrasto del bianco e nero???

Prendete un fazzoletto di carta e togliete un velo (credetemi è una cosa assai difficile, dopo il primo paccchetto usato per fare le prove è meglio optare per una velina o i kleenex dove si riesce meglio a dividere gli strati) prendete il velo e appoggiatelo sugli occhi : così vedono i nostri bimbi speciali!

Vi ritroverete a cercare fonti luminose e che il contrasto, appunto il bianco e nero, si vede meglio o per lo meno risulta essere un punto di riferimento.

ALT!
… poco alla volta sposa mia.
Voi non sapete, ma quando la mia dolce tre quarti e un pezzo (la metà l’abbiamo superata da tempo) si infervora e scende nei particolari, probabilmente i Gigabyte del server non sarebbero sufficienti a contenerla o perlomeno a contenere la sua voglia di condividere.
Se la nostra vita è tornata a colori?
Che fai scherzi?
Certo che si!
E quella del piccolo?
Un giorno, alla materna, scrisse “la maglia mi fa magnifico!”  … e la maglia era azzurra .

non dimenticate di leggere le puntate precedenti!!!

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