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Quasi mi viene da ridere…vivere serenamente la disabilità è possibile!

Il nostro modo per celebrare la Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza?
Un’intervista a Mauro Ossola, genitore di un ragazzo speciale, scrittore e…presidente di ABC Associazione Bambini Cerebrolesi Lombardia ONLUS 🙂

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La scuola dell’infanzia : 1. il primo impasto.

Corso PBLS

 

Parte della vita didattica di nostro figlio si è svolta a stretto contatto con personaggi in abito talare.
 
Scelta?
No!
 
Semplicemente esiste solo questa possibilità nel nostro paese , almeno per quanto riguarda la scuola dell’infanzia.
In quel tempo, Emanuele aveva quattro anni ed era in piena attività riabilitativa, ma mancava qualcosa di vitale e di fondamentale nell’insieme ordinato e scandito della terapia : la socializzazione e l’integrazione con i suoi pari e con relativo resto del mondo.
Emanuele godeva già di una certa notorietà nel contesto del paese, fama alimentata da informazioni (probabilmente) portate dal vento e dai mormorii di alcuni personaggi mai identificati.
 
E’ risaputo,infatti, che nel “paese piccolo” la gente mormora… e molto!… e fu evidente che tali mormorii avessero bussato anche alla porta dell’asilo.
Dopo l’incontro con Suor PJ (grandissima suora, ma nel solo senso dell’energia visto che la sua statura è inversamente proporzionale all’ iperattività di cui ha la dotazione ) si decise che Emanuele avrebbe frequentato le lezioni due giorni la settimana per due ore.
La scelta di una frequenza scolastica così relativamente breve, fu dettata dal fatto che la ranocchietta (Emanuele) non avrebbe retto di più e che, comunque, doveva svolgere anche un poco di terapia.
Il mix vincente di questo periodo bellissimo ?

• una maestra titolare di classe in gambissima ;
• un insegnante di sostegno a cui piace il proprio lavoro ;
• un ambiente a misura di bambino ;
• una fortuna sfacciata.

Fate di conto che negli anni in cui Emanuele frequentò la materna cambiò ben tre insegnanti di sostegno, ma la solfa non variò, ma come mai?
Fu forse stata la presenza costante della maestra Paola nei 3 anni di frequenza?
Oppure lo scambio di informazioni e delle competenze acquisite da Emanuele nell’avvicendamento degli insegnanti di sostegno?
Oppure che Paola, la maestra titolare di classe, e Antonella, Angela e Simone sono nostri carissimi amici (o lo sono divenuti appena conosciuta la ranocchietta) ad avere permesso un così luminoso periodo?
 
Mistero!
 
Crediamo, comunque, che l’Altissimo debba aver dato una bella rimestata all’impasto, forse per farsi perdonare quel poco di svista dell’inizio vita di Emanuele.