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Cammellaggio e .. convivio

Comprendo lo sguardo che potrebbe manifestarsi dopo la lettura di questo titolo… avreste dovuto vedere la mia espressione quando me lo propose!

Ma poi mi piacque.. sopratutto dopo che spiegò che era solo un modo diverso per definire il martellamento che subirete nei prossimi giorni sul nostro blog e canali annessi. 

Convivio è il progetto che già da qualche tempo è presente sul blog custodito in una sezione dedicata dove alcune blogger stanno portando la loro esperienza nel magico mondo dei senza (magico si, perché bisogna essere almeno “maghi terzo Dan” per  inventarsi senza perderci in gusto).

Cammellaggio? leggiamola così : peregriniamo lentamente  di oasi in oasi per portarvi una sfida, ma anche delle risposte.

il video : La nostra idea di proporre argomenti delicati e seri non deve toglierci la capacità di saper sorridere, di proporre, in modo alternativo e divertente, un invito al nostro evento (fidatevi, siamo proprio squinternati di nostro 🙂 ).

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Costanza, che non è amica di Rina!

Non sono quel tipo di donna capace di mettersi la crema tutti giorni, mi stufo dopo al massimo una settimana!

Non sono quel tipo di donna capace di accudire dei fiori, muoiono tutti, pure le piantine, tranne Rina, la mia piantina grassa. Ha già due anni, resiste perché ha bisogno di poche cure.

Io non sono una persona costante,  probabilmente lo sono nei rapporti umani, ma mi accorgo di avere periodi di propensione per certi amici e periodi per altri, ma forse è il prezzo da pagare nell’essere donna e avere tutti questi ormoni!

E proprio a casa di amici,  mi son trovata a discutere di un certo “lievito madre”, un lievito che si può usare in una dieta come la mia e che ci si può produrre a costo , quasi, zero. Unico contro che sei tu a doverlo produrre e sei sempre tu a doverlo mantenere in vita, “rinfrescandolo”!

Il mio primo pensiero è stato “no zia, mollami che non c’ho voglia! Già faccio le 11 di sera a cucinare, ci manca l’impegno del lievito”, poi la zia (solo nello slang dei gggggiovani) Cri, mi ha spiegato che in realtà l’impegno è davvero minimo, basta “rinfrescare” una volta a settimana e poi lui sta lì, in frigo, buono buonino.

Ingredienti:

100 g di farina di riso
100 ml d’acqua
1 cucchiano di amido di mais

Preparazione:

Sciogliere nei 100 ml d’acqua il cucchiaino di amido di mais all’interno di una ciotola, aggiungere piano la farina continuando a mescolare fino a ottenere una consistenza omogenea.

Lasciamo riposare per 36 h coperto con un panno a temperatura ambiente!

Una volta trascorso il tempo indicato, bisogna effettuare il primo rinfresco:

– togliere la superficie se si è seccata;
– aggiungere 100 ml di acqua e 100 ml di farina mescolando fino a far tornate la consistenza iniziale;
– lasciare riposare per altre 36 h sempre a temperatura ambiente coperto con un panno

Se vedete bollicine d’aria il lievito inizia a lavorarsi!
L’importante è vedere un aumento di volume se così non fosse procedere con un terzo rinfresco ( sempre le stesse quantità e lo stesso procedimento)!

Una volta che vediamo un’aumento di volume portiamo il lievito in un barattolo di vetro che possiamo chiudere bene e lo riponiamo in frigo, ricordandoci di rinfrescarlo una volta a settimana utilizzando sempre le stesse quantità di farina e di acqua e riponendolo poi in frigorifero!

Io, lavorando, il rinfresco lo faccio all’ora di cena e lo ripongo in frigo la mattina prima di uscire di casa, quindi passano circa 10/12h, visto che ormai il lievito è attivo, bastano queste ore!

Per la preparazione del pane meglio rinfrescare il lievito il giorno prima e lasciarlo in temperatura ambiente fino all’utilizzo!

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il pane dei…. senza… ovvero come sopravvivere alle gallette di riso

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Dal giorno della scoperta che per un bel po’ la mia dieta si basava sul “niente” la mia disperazione dai dolci si è spostata verso il pane.

Il mio adorato pane, io che il pane l’ho sempre mangiato anche con il risotto, io che andavo dal panettiere e il tempo di fare la strada e nel sacchetto di carta ne era rimasto la metà di quello comprato…l’unico alimento che a me piace in tutte le forme e in tutte le cotture: dal francesino croccante all’arabo morbido.

Io, che da piccola, mangiavo per merenda  la michetta, preparata dalla nonna, con i quadretti di cioccolato o con la marmellata.

Forse forse era ovvio che dovessi fare questa dieta!?! Lo state pensando anche voi?

Bene, prima mossa compriamo la macchina del pane, è da lì che la mia disperazione è diventata frustrazione!

Non ho mai cucinato prima di ora tantomeno  ho mai fatto il pane con la farina normale, figuriamoci con una farina senza glutine, dove il glutine serve giusto quell’ attimo per tenerlo unito.

Una persona a me cara, mi mandava i video di youtube: “guardalo, deve farsi la pallina nella macchina” e poi mi consigliava: “con il pane devi essere precisa con le misure, se metti un tot di farina devi mettere un tot di acqua, poi puoi calibrare mentre la macchina impasta, se vedi che si sfalda aggiungi un cucchiaio di acqua alla volta, se è troppo appiccicosa la pasta che sta venendo fuori, aggiungi un po’ di farina, è un lavoro di pazienza!”.

Pazienza a me che non ho pazienza nemmeno per aspettare la metro? Precisione io che appendo i quadri tutti storti?

Non si può immaginare lo schifo di pane che ne è uscito per mesi, niente lievitazione, niente cottura e buttavo via, buttavo via la speranza…ma io lo volevo il pane.

Un po’ quando punti un bel morettone, con gli occhi profondi e pensi “quello deve essere mio”, uguale!!!

Ma la svolta di passare alla cottura nel forno me l’ha data il mio moroso, quando preso dalla compassione per i miei capelli in aria delle 11 di sera (che ancora ero lì a litigare con la macchina del pane), si è fatto venire la curiosità di fare il pane.

Quindi, poi per sfida, ci ho provato anche io e uscivano decenti i primi esperimenti, ma la vera rivoluzione è stato il lievito madre (di farina di riso ovviamente). Ho abbandonato il lievito chimico e  ho riprovato a fare esperimenti,  prima con il forno e poi con la macchina del pane e sorpresa delle sorprese: mi viene!

Ragazzi non sarà mai come il pane “vero”, mai…ma non è neanche come mangiare le gallette di riso!

Ingredienti (per una pagnotta da meno di 500g) :
300 g di farina bianca senza glutine (non i preparati per pane, io uso la Mix It della Schar)
150 ml di acqua tiepida
75 g di lievito madre
1 cucchiaio di olio (ma alla fine a me ne vanno di più per ungo sempre la paletta della macchina)
1 cucchiaio di sale (che io mi dimentico sempre di mettere)

Preparazione :
Sciogliere il lievito madre in mezza porzione di acqua e aggiungere poi mezza porzione di farina, io lo faccio con la macchina già in funzione, così si impasta tutto meglio, poi quando mi sembra che sia amalgamato un po’ aggiungo l’altra metà di acqua faccio lavorare ancora un attimo e poi aggiungo l’altra metà di farina e lascio impastare, in teoria poi va aggiunto l’olio (che io immancabilmente metto all’inizio) e poi il sale (che io dimentico sempre di mettere, ma alla fine viene lo stesso).
A questo punto faccio lavorare la macchina, imposto il programma della lavorazione senza cottura.

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Io mi aiuto con un cucchiaio di legno per far assemblare bene tutto l’impasto quando vedo che finalmente si unisce faccio lavorare ancora un po’ la macchina il tempo di far diventare l’impasto il più compatto possibile poi spengo la macchina e finisco di impastare a mano, l’impasto sarà sempre un po’ appiccicoso questo tipo di farina non è facile da impastare per quello uso la macchina, mi toglie metà della fatica.
Quando ho fatto la mia palla, tolgo prima la pala della macchina e ripongo la palla nel cestello, inserendola al posto della pala in modo che con il primo calore il lievito faccia il suo lavoro.

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A questo punto programmo la macchina per la mattina, il lievito di madre deve avere almeno 6h di riposo, cosi avete anche il vantaggio di averlo pronto per la mattina. Scegliete un programma che cuocia per massimo 1h, io uso quello della torta. Questo tipo di farina non si deve cuocere di più.

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Purtroppo questo pane più di due giorni non dura e diventa un po’ gommoso, ma la soddisfazione è tanta!