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Mindfulness ed Empatia: due grandi opportunità formative da ABC Lombardia!

Il 2017 di ABC lombardia ONLUS inizia in grande stile!

Vi proponiamo due iniziative formative gratuite e di alto livello.

I corsi, aperti a genitori, volontari, operatori, si terrano a Milano a partire da sabato 18 febbraio e sono realizzati grazie ad un contributo concesso da Fondazione Cariplo.

Si terranno presso la sede di ANEB, che ringraziamo per la collaborazione, a Milano, in via Vittadini n 3.

Dai link seguenti potete scaricare le brochure dei corsi:

Empatia: comunicare con le emozioni

Ascoltando il corpo: tecniche di consapevolezza psicosomatica

Perchè sono tematiche importantissime per ABC, Associazione Bambini Cerebrolesi?

Perchè aiutano a affrontare questioni come: la consapevolezza delle proprie emozioni, la comunicazione non verbale, il rapporto con l’altro, il legame mente/corpo, il benessere emotivo…

Bè, direi che ci siamo 🙂

 

 

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La Sfida dei…senza: ecco l’e-book!

Finalmente è arrivato!

L’e-book che raccoglie tutte le migliori ricette pubblicate in questi mesi dalle nostre Jgeel e Kapparis liberamente scaricabile qui o cliccando sull’immagine sotto:

Alimentazione DisabilitàL’e-book è stato realizzato all’interno del progetto Convivio, Bando Volontariato 2014 (Co.Ge., Ciessevi, Fondazione Cariplo).

Oltre alla versione in PDF che potete ottenere immediatamente, sono disponibili anche le versioni e-pub e kindle, al momento non supportate da wordpress: compilate il modulo di contatto e ve ne invieremo una copia via mail.

 

 

 

 

Seminario “Alimentazione, Nutrizione e Disabilità”: ecco i video dell’evento!

Per chi non ha potuto partecipare all’evento di sabato 9 maggio 2015, a Milano, ecco i video di alcuni momenti del seminario “Alimentazione, nutrizione e Disabilità“.

La presentazione di Marco Sessa, presidente di A.I.S.Ac.

L’introduzione di Mauro Ossola, presidente di ABC Lombardia ONLUS.

E, soprattutto, alcuni passi dell’intervento di Manuel Dominguez, Direttore degli Istituti per l’Organizzazione Neurologica.

Il Progetto Convivio è realizzato da ABC Associazione Bambini Cerebrolesi Lombardia ONLUS e A.I.S.Ac. Associazione per l’Informazione e lo Studio dell’Acondroplasia, ed è co-finanziato da Centri di Servizio per il Volontariato, dal Comitato di Gestione del Fondo Speciale e da Fondazione Cariplo, ai sensi del Bando Volontariato 2014.

 

 

 

 

Torta senza glutine, senza latticini, con Stevia

 

Mi esortano a fare una premessa per la parte di progetto che mi compete, anche se a dirla proprio tutta , questa parte qui  me la sono ritrovata appiccicata addosso senza aver ben capito come sia potuto succedere.

Sono Jgeel e no, non sono straniera, ma italianissima e l’acronimo che ho scelto serve a tutelare la mia fragile privacy  confessando,comunque, che tale acronimo contiene gran parte della mia vita.

Per diletto e per curiosità ma soprattutto per necessità mi sono ritrovata esploratrice nel “mondo dei senza” e il mondo a cui mi riferisco è circoscritto all’area alimentare.

Si.. senza glutine,senza latticini,senza zuccheri,senza lieviti.

Ci si potrebbe chiedere cosa rimanga, ma vi assicuro che rimane tanto anche se la giusta miscela risulta difficile da trovare.

Da esploratrice a sperimentatrice il passo è breve anche se non sempre la sperimentazione e l’ardire si trasforma in formula di successo con uguale inerzia.

Devo confessare di aver sottoposto alcuni elementi della mia famiglia ad assaggi rilevatesi al limite della comprensione umana, mettendo a durissima prova il buon gusto culinario mediterraneo ma i risultati arrivano e, dopotutto, gli assaggiatori sono vivi e godono di ottima salute.

Vi dedico quindi queste pagine frutto del buono nel mondo dei senza. Buona lettura.

Alimentazione disabilità

Ingredienti:

  • 270 g. farina di riso
  • 60 g di amido di mais
  • 2 uova
  • 1 grammo di Stevia o un cucchiaino (1 grammo di Stevia Premium dolcifica come 200 grammi circa di zucchero)
  • 1 bustina di lievito
  • 220 g latte vegetale (riso,soia,mandorla ecc)
  • 120 g di olio di mais
  • un pizzico di sale
  • 2 cucchiaini di cacao (facoltativo)

 

Procedimento :

Montare gli albumi a neve ferma e mettere da parte.

In una ciotola mettere la farina di riso, l’amido di mais, la stevia, la bustina di lievito e un pizzico di sale.

Preparare una finta maionese ovvero montare i tuorli con una planetaria o uno sbattitore elettrico versando a filo l’olio. Una volta ottenuta questa specie di maionese continuare a sbattere aggiungendo alternatamente un goccio di latte e un cucchiaio del contenuto della ciotola fino ad esaurimento degli ingredienti. Aggiungere poi gli albumi montati a neve (un cucchiaio alla volta) mescolando dal basso verso l’alto per non smontare il composto.

Ungere una teglia con un goccio di olio, spolverarla con farina di mais e versare il composto.

Infornare a 180° per circa 40 minuti.

Note :

Il fatto di fare una finta maionese ha il suo perché: la ricetta originale è stata modificata sostituendo i 200 grammi di zucchero con il grammo di stevia. Il procedimento era molto più semplice perchè le uova intere venivano montate con lo zucchero e questo creava una certa massa e consistenza. Ora capite bene che un grammo di stevia non riproduce lo stesso effetto e allora bisognava per forza inventarsi qualcosa…da qui…..albumi montati, finta maionese etc…

Se si possiede la pentola fornetto Versilia cuocere la ciambella sul fornello piccolo i primi cinque minuti a fuoco alto e i restanti 40/45 minuti a fuoco basso. Potete mettere una tazzina di acqua dentro lo”spartifiamma” che si mette tra la pentola e il fornello…aiuta a rendere ancora più morbido il dolce

Se si può utilizzare il cacao aggiungerlo a metà dell’impasto prima di metterlo nella tortiera. Procedere poi riempiendo la tortiera con un cucchiaio di impasto bianco alternato a un cucchiaio di impasto al cacao.

Un’idea in più :

Potete congelare le fette di torta avvolgendole singolarmente con carta forno e riponendole in un contenitore di plastica; basterà tirarle fuori circa 20 minuti prima del consumo lasciandole a temperatura ambiente. Buona scorpacciata 🙂

Un buon libro non si giudica dalla copertina

“…è quello che capita ai nostri bambini , magari perchè non sono perfetti nella postura o magari perchè non sono verbalizzanti  … se non verbalizzanti gli si toglie anche il diritto al pensiero …. lo scrittore anche se non verbalizzante aveva molto da dire e probabilmente era l’interlocutore che non aveva la capacità di ascoltare …”

Driiiiiiiiin, tutti in classe!!!!!!

piedini

Domani, 12 Settembre 2013 in Lombardia ricomincerà la scuola !!!

Gli studenti felici di ritrovare gli amici, si dispereranno per interrogazioni e compiti in classe ; i genitori ricominceranno a fare servizio taxi, ma sapranno almeno per qualche ora dove i loro figlioli  stanno combinando pasticci e i docenti saranno pronti ad affrontare nuove sfide con entusiasmo (per chi lo fa con passione!!!!) .

Per augurare a tutti un ottimo anno scolastico, voglio “rubare” una frase dell’intervista “Prima di tutto il bene degli studenti con disabilità”  (che vi invito a leggere) che Giorgio Genta ha fatto a Dario Ianes , Docente di Pedagogia e Didattica Speciale, fondatore e anima culturale del Centro Studi Erickson.

“…Un alunno con disabilità va a scuola per imparare un sacco di cose, per socializzare bene con i compagni e per ricevere e fare  anche qualche invito alle feste di compleanno… questi sono i fini veri dell’integrazione…” 

BUON INIZIO A TUTTI , FIGLI , GENITORI E DOCENTI!!!!

Una vita a colori/3

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Uno degli optional (diagnosticato, certificato e assicurato ) che ci fu … Scusate … che GLI fu appioppato era : Funzionalmente cieco.

Già di per sé il termine cieco mi suonava male, ma non compresi mai quel “funzionalmente” che cosa c’entrasse (attualmente continuo nel peregrinaggio della risposta).

Comunque è quel che successe dopo che mi portò ad avere una visione ilare della vita, o perlomeno, una visione di una bella fetta della mia vita in … bianco e nero.

Credo che anche l’avvocato torinese, se avesse saputo, ci avrebbe eletto membri onorari della sua squadra, supporter sfegatati al limite del paranoico. Probabilmente avrebbe anche invocato una macumba per redimerci, ma, tranquilli, fu solo un lasso di tempo molto breve, molto breve se lo paragoniamo alla durata della prima glaciazione.

Nonostante tutto : Funzionò! Aspettaaaaa! Adesso ti spiego … anzi ti spiega!

Avete presente quelle case da rivista in cui le tinte sono coordinate, i toni sono rilassanti e ogni cosa è al suo posto perchè quello è il posto in cui doveva stare ? Insomma quelle progettate da un architetto specializzato in interior design … bhè scordatevele!

La nostra casa fu per un lungo periodo, appunto, in bianco e nero.

Avevamo pareti a scacchi in bianco e nero, disegni semplici appesi alle pareti in bianco e nero, peluches in bianco e nero (provate a pensare ad almeno dieci animali con il mantello bianco e nero e poi lanciatevi nella ricerca di altrettanti peluches in bianco e nero… per fortuna esistono parenti ed amici così abili nelle ricerche da trovarne anche qualcuno a grandezza naturale … mamma mia! Che fai glielo restituisci?! E con che coraggio!), vestiti in bianco e nero, addirittura il coprifasciatoio fu cucito con una stoffa in bianco e nero.

Rasentai anche l’assurdo, un giorno, mettendomi in testa una specie di foulard in bianco e nero, ottenendo come risultato la risposta di un pianto inconsolabile da parte del piccolo quando riuscì a convergere il suo sguardo sul mio viso (avrà pensato che, essendo il mese di settembre, che cavolo c’entrasse la befana!)

Ricordo un particolare che mi colpì molto: all’età di undici mesi portammo il piccolo a fare una visita da un neurochirurgo a Torino (mai che trovi uno specialista in gamba fuori di casa! Come minimo devi spararti almeno 150 kilometri con un bimbo che, ovviamente, non sopporta la macchina … e poi ci sono quelli che si lamentano perché l’aereo è in ritardo … ma valà).

Quello che mi colpì fu che nel suo studio i classificatori e alcune scatole erano appunto in bianco e nero! Un grande  (intende il neurochirurgo)  sotto tutti i punti di vista, peccato però che si uniformò molto presto agli standard dei medici italiani … quelli classici per intenderci.

Perché vi sto raccontando tutto questo?
Ci fu detto che i bambini full optional, che hanno problemi visivi, vedono meglio i contrasti e allora, quale miglior contrasto del bianco e nero???

Prendete un fazzoletto di carta e togliete un velo (credetemi è una cosa assai difficile, dopo il primo paccchetto usato per fare le prove è meglio optare per una velina o i kleenex dove si riesce meglio a dividere gli strati) prendete il velo e appoggiatelo sugli occhi : così vedono i nostri bimbi speciali!

Vi ritroverete a cercare fonti luminose e che il contrasto, appunto il bianco e nero, si vede meglio o per lo meno risulta essere un punto di riferimento.

ALT!
… poco alla volta sposa mia.
Voi non sapete, ma quando la mia dolce tre quarti e un pezzo (la metà l’abbiamo superata da tempo) si infervora e scende nei particolari, probabilmente i Gigabyte del server non sarebbero sufficienti a contenerla o perlomeno a contenere la sua voglia di condividere.
Se la nostra vita è tornata a colori?
Che fai scherzi?
Certo che si!
E quella del piccolo?
Un giorno, alla materna, scrisse “la maglia mi fa magnifico!”  … e la maglia era azzurra .

non dimenticate di leggere le puntate precedenti!!!

Alimentazione e Bimby ®

Uno dei progetti che la nostra scoppiettante blogger jgeel mi ha sottoposto è quello di creare una sezione di questo blog dedicata alle ricette, intendendo le ricette alimentari!

Perchè?

Perchè è uno dei problemi più grandi e sentiti per chi si è ritrovato catapultato nel mondo della diversabilità infantile.

Sebbene sembri strano, e non da tutti i professionisti condiviso, l’alimentazione è una di quelle variabili che incide pesantemente sul benessere dei nostri figli poco meno che perfetti.
Reflusso, dieta senza glutine, dieta senza caseina, dieta bassa di ossalati, dieta anti candida e chi più ne ha più ne metta…. insomma non facciamoci mancare nulla !
Alcune teorie reputano che il secondo cervello del corpo umano sia l’intestino e non bisogna essere certo dei luminari per confermare questa teoria che, anche se contrastata da alcuni, è sicuramente confermabile nella realtà oggettiva del nostro essere e dei nostri pargoli.

Sicuramente jgeel guidata dalla sua esperienza pluriennale, associata anche agli errori e ai tentativi riusciti , riuscirà a darVi qualche spunto e qualche trucco per rendere piacevole quel che, per qualcuno dei nostri piccoli, può trasformarsi in ulteriore sofferenza.

Il titolo non è un errore, ma bensì è quello strumento che jgeel utilizza per la preparazione di alcuni suoi piatti e preparati.
Penso che qualsiasi robot da cucina ultratecnologico sia, comunque, in grado di darVi i risultati che Lei ottiene.

Vi prego di credermi affermandoVi che non ho nessun scopo pubblicitario nei confronti della Vorwerk © , ma l’impegno che vorrei assumermi è quello di cercare di ottenere una convenzione tra la nostra associazione e l’azienda produttrice per avere questo strumento incredibile e testato allo sfinimento dalla nostra blogger, a condizioni di favore.
Si.. perchè lo strumento è valido, ma ha il prezzo un poco da …mi vendo un rene.

Proviamoci e Vi tengo aggiornati.

Giochi senza frontiere: i giochi accessibili a tutti!!

IMG_0838 Finalmente Abc ,Associazione Bambini Cerebrolesi Lombardia , ha visto realizzarsi il primo dei giochi accessibili a tutti ,  che i bambini della scuola elementare di Sesto San Giovanni e Cologno Monzese hanno ideato all’interno del percorso di progettazione partecipata del progetto Giochi senza frontiere -progetto per facilitare, incrementare e realizzare  progetti  partecipati per gli spazi urbani e naturali destinati ai bambini e agli adolescenti dell’hinterland milanese – Il percorso per il posizionamento del gioco è stato lungo e tortuoso, ma alla fine i bambini hanno visto concretizzarsi il loro gioco, frutto di un anno di lavoro!!!!!

Ai bambini di I e II elementare della scuola “B.Luini” di Sesto San Giovanni è stato chiesto: “Cosa significa gioco accessibile a tutti?” ; dopo un lavoro di confronto , discussione e condivisione di esperienze tra di loro e con gli operatori di Abc Lombardia, hanno risposto : “Un gioco è accesssibile a tutti quando possono giocare tutti i bambini, anche quelli in sedia a rotelle, quelli ciechi, chi ha un braccio rotto o chi parla una lingua diveresa dall’italiano”. E proprio basandosi su questo concetto  hanno ideato il gioco dell’oca: 20 mattonelle di larghezza sufficiente a far salire anche i bambini con la sedia a rotelle, di colori differenti adatto anche ai più piccoli, che ancora non riconoscono i numeri e un pannello riportante le regole in diverse lingue (italiano, inglese, spagnolo, cinese, arabo) e la trascrizione in braille.

Così , dopo una lunga attesa,nel Parco Media Valle Lambro, è stato finalmente posizionato il Gioco dell’oca, che verrà a settembre completato con l’impianto del pannello delle regole relative.

2013-07-03 16.58.10