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le buone prassi..

danno ottimi risultati. Logico!

 

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Probabilmente qualcuno protrebbe confondere “danno” (verbo) con “danno” (sostantivo), ma in questo caso “danno” è proprio inteso come verbo… e che verbo!

Premessa : ho avuto il piacere , insieme al mio braccio destro (figuratamente nè!… il mio braccio è sempre attaccato alla spalla.. qui mi riferisco ad una persona che è colonna portante della nostra associazione e che,per rispetto alla privacy, debbo mantenerne in riserbo l’identità …ah!…ciao Davide!) di essere accolto in terra sarda un paio di settimane fa presso la sede di abc Sardegna e di conoscere personalmente (prima solo epistolarmente) il cuore pulsante di questa associazione. Proprio in quella sede, insieme ai vertici sardi della associazione x fragile si parlava di : le buone prassi.

Parlare di buone prassi è ,come accennavo ,abbastanza facile. Esiste una logicità talmente banale che sembrerebbe quasi inutile discuterne. Il problema è che questa logicità sembra percepita solo da chi ne parla a livello associativo e ancor più, nel minimalismo, percepita dalle famiglie che vivono il problema ,ma  questo “pensare” (ma soprattutto AGIRE) viene abilmente e diabolicamente deviato da chi dovrebbe legiferare a livello ministeriale.

Che succede quindi? Che abbiamo disparità a livello regionale e non intendo disparità di piccola entità…ma disparità a livello macrospopico… ergo : credo che chi legifera abbia preso il lemma “danno” proprio come se fosse un sostantivo : che tristezza!

ndr : il passaggio da tristezza ad arrabbiatura (il termine più consono è un’altro e molto prossimo ad una ben precisa zona del corpo maschile) da parte delle famiglie che vivono la diversabilità ha un confine molto,ma molto sottile.

..ed è così, che visto la “furba ipoacusia” dei ministeri che occhieggiano verso diminuzioni di pensioni (di invalidità e di accompagnamento)  e aumenti di età pensionabile (volete dire che fu un refuso e l’idea del legislatore fosse inversa? Volete dire che magari, distrattamente, in firma non si accorse di tale refuso?) le associazioni si muovono, ottengono risultati e cercano di far rispettare quel poco che c’è.

Ma esiste un’altro sommerso mondo che si muove e che, pudicamente, schiaffeggia l’incredulità riportando una ventata di ottimismo e di commozione. Non ha avuto bisogno di input particolari e nemmeno di standing ovation di ringraziamenti.. ha agito.

Ha agito pensando che fosse un nulla, pensando che non fosse atto dovuto,ma segno di amicizia.. fermandosi lì.

La verità è che , agli occhi dello scrivente che nulla è, non è stato gesto da poco e tantomeno che il suo significato sia stato banalmente confuso.

Credo che il link del video che proporrò farà sorridere molti,ma confido nell’emozione di altri che sanno cos’è il vivere, il vivere intensamente, che non confondono una canzone con una semplice goliardia, che non confondano il compleanno come una tacca raggiunta nella speranza di apporre la prossima, che conoscano la realtà dell’educazione oltre la soglia di casa e che si chiama senso civile e che si traduce in integrazione in “anch’io esisto”.

Quel che è accaduto in quest’anno scolastico al piccolo principe sa di magico, sa di speranza e oltre alla speranza ha la presunzione di affermare che si, l’integrazione scolastica esiste e parte dal basso. Non parte da istituzioni blasonate e nemmeno da professori altezzosi e increduli.

E’ partita dai compagni di classe che hanno capito e volevano capire, che hanno richiesto le modalità di comunicazione utilizzate, che hanno saputo moderare i toni di voce, che hanno sopportato il caldo per non disturbare un fattore fisiologico. E’ partita da professori umili che hanno creduto, che sono stati capaci di emozionarsi e di ricredersi, che hanno adattato un freddo PEI trasformandolo da semplice programma a lezione di vita.. per i loro alunni, per loro stessi, trasformando questa esperienza in tesoro interiore.

E’ la sinergia costruttiva tra le varie forze in gioco che ha permesso di ottenere un successo in un liceo scientifico delle prealpi varesine.. è stata la caparbietà e la timida sicurezza degli educatori affiancati agli insegnanti curricolari che hanno permesso questo grande passo. Si, un grandissimo passo in avanti.

Nel mare che è, figuratamente, il nostro paese è pur vero che potrebbe apparire poca cosa, ma il mare è costituito da gocce ..e questa goccia pesa quanto un mare.

Perciò, a nome di questa associazione e a nome delle famiglie che vivono la diversabilità gravissima mi onoro di portarvi un grazie ai ragazzi compagni di classe, un grazie ai professori e ai professori di sostegno, un grazie agli educatori.

ed ora il link del video (parte del video…la risoluzione è da cellulare,ma qui importa il significato) :

http://youtu.be/yRI7CDwSRT8

A presto (seguiranno foto)

 

 

 

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Un buon libro non si giudica dalla copertina

“…è quello che capita ai nostri bambini , magari perchè non sono perfetti nella postura o magari perchè non sono verbalizzanti  … se non verbalizzanti gli si toglie anche il diritto al pensiero …. lo scrittore anche se non verbalizzante aveva molto da dire e probabilmente era l’interlocutore che non aveva la capacità di ascoltare …”