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MIT App Inventor e Internet of Things: Costruzionismo e interazione con la realtà

Il sarto delle App

Richiamando la teoria costruzionista di Seymour Papert (qui) abbiamo evidenziato come l’idea centrale fosse quella di costruire degli “artefatti cognitivi” programmando oggetti informatici (la famosa tartaruga di Logo, il primo linguaggio di programmazione concepito con logica costruzionista) e favorendo processi metacognitivi.

Costruire un “ambiente” di apprendimento in cui poter agire, intervenire, simulare scenari…cosa avrebbe dato Papert per poter lavorare con l’Internet delle cose, con dispositivi (i più vari) connessi ed interagenti tra di loro?

Detto per inciso, quel genio di Papert proprio da lì era partito, negli anni sessanta, proponendo ai bambini la programmazione di una rudimentale tartaruga-robot, e sempre l’IoT aveva preconizzato con il suo LogoLego: le applicazioni che permettevano di controllare costruzioni Lego tramite il Logo.

Oggi, MIT App Inventor 2 ci fornisce lo strumento ideale per controllare dispositivi e creare applicazioni altamente personalizzabili che colleghino dispositivi quali i tablet e gli smartphone con oggetti e…

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MIT App Inventor 2: la Scansione per agire le scelte

Il sarto delle App

Nuovo post finalizzato a suggerire utilizzi di MIT App Inventor 2 per applicazioni il più possibile personalizzate, create “su misura” e non standardizzate (trovate qui tutti i precedenti contributi).

Oggi parliamo di difficoltà motorie: le tecnologie touch possono costituire un’opportunità per “portare il corpo” dentro alla tecnologia e al processo di apprendimento ma, se ciò è vero, occorre predisporre soluzioni anche per persone con limitazioni motorie.

Cosa è la scansione? E’ un procedimento che consente di individuare e selezionare un elemento appartenente ad un insieme attraverso scelte successive, compiute in sottoinsiemi sempre più piccoli.

MIT App Inventor 2 Scansione Disabilità Apprendimento

In altre parole, con una prima scelta, la persona seleziona un insieme di elementi differenziandolo da altri insiemi. Secondariamente, all’interno dell’insieme selezionato, sceglierà un secondo sotto-insieme…e così via sino ad arrivare al singolo elemento da selezionare.

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chiacchiere biscottose

Settimana scorsa ho tentato nella ricetta delle chiacchiere, più che altro perché la ricetta da copiare era per chiacchiere tonde.

Be visto il risultato ho postato la foto su facebook…e ho riso molto per il risultato: amiche che trovavano significati alle forme…come un orso sopra una luna tonda, alla fine hanno ragione loro: la fantasia è qualcosa di meraviglioso!

Il sapore di chiacchiere era un po’ lontano, ma come biscotti erano ottimi!

Ricetta velocissssssima, frolla leggerissima!

Ingredienti:

250 gr di farina senza glutine

25 gr di olio di girasole

8 gr di bustina di agenti lievitanti

70 gr di sciroppo d’agave

2 uova

1 di aroma al limone

Preparazione:

Accendere il forno a 180°.

Mescolare olio, uova, sciroppo d’agave e aroma di limone, poi aggiungere farina e agenti lievitanti; a questo punto l’impasto diventa grumoso è il momento di impastare a mano e farlo diventare una palla unica.

Quando abbiamo formato la palla possiamo stenderla e con un bicchiere fare le forme.

Inforniamo poi per 15/20 minuti al massimo. Se potete / volete spargete di zucchero a velo…io ho preferito lasciarli così!

Voi cosa ci vedete in queste chiacchiere biscottose?

foto

 

Differenze

differenze

 

“La mia anima mi ha parlato fratello, e mi ha illuminato.

E spesso, anche a te, l’anima parla e ti illumina.

Tu, infatti, sei come me e non c’è differenza tra noi se non questa :

io esprimo ciò che ho dentro di me in parole che ho udito nel mio silenzio,

mentre tu custodisci, tacito, ciò che è dentro di te.

Ma la tua silenziosa custodia ha lo stesso valore del mio tanto parlare.” (cit. Gibram)

 

greca

 

maniNon so se capita anche a voi, ma accade che ci siano attimi in cui scopri (in questo caso grazie ad altri) che alcune parole, frasi o poemi calzino perfettamente su stati d’animo, momenti di vita quotidiana o su modi di pensare comuni che purtroppo si rivelano, a volte, superficiali.

Vivo questa scoperta come l’illuminare  un qualcosa che è sempre stato lì, a guardarmi, a implorarmi di leggerlo, ma soprattutto di farlo leggere! con la speranza della traduzione di certi comportamenti e (l’utopia) della trasmutazione di un “difetto” (o mancanza) in una “risorsa” o una “caratteristica”.

 

Evidente che in queste mirate parole di Gibran si parli di un soggetto reale, di un essere vivente, di un uomo/donna o di un ragazzo/a.

Se dovessi pennellare queste riflessioni su un “uomo”, sicuramente… sarei io, perlomeno sulla parte del “silente” : taciturno, ascoltatore a volte particolarmente stronzetto, ma leale e su cui la mia compagna e i miei cari possono affidare i loro segreti, le loro paure, le loro gioie, i loro dubbi e anche i loro pianti.

D’altro canto la “donna” è sicuramente lei, l’essenza della mia anima, la mia dolcissima tre quarti.. e il suo “tanto parlare” mai mi è stato  “stretto” anzi … tutt’altro.

Se il pennello, poi, si spostasse sul “ragazzo”  potrei ritrovare quelle setole ad imbrattare di colore una parte dei miei figli. Il grande che segue le orme del padre (in questo caso) e il mediano che si ritrova accessoriato (suo malgrado) delle conseguenze della distrazione umana, della incoscienza del fato.

Ed è’ proprio qui che cade la tristezza miscelata alla rabbia.

E’ la tristezza dell’uniformismo del pensiero che persiste in quella parte del mondo accellerata e distratta  in cui, la realtà, è divenuta troppo virtuale esiliando, così, la parte fatta di sguardi profondi.

E’ quella parte di mondo in cui la bellezza della comunicazione si è trasferita su whatsup e la bramosia del leggere un messaggio ha soppiantato il dinamismo dell’insieme … del “vis a vis”.

E’ anche lo stesso mondo dove il “se non parli” (perchè oggettivamente non puoi e non potrai mai farlo) è “il non pensi” o, se ti va bene, è il  “ho dei seri dubbi”.

La rabbia si limita alla mia incapacità di trasmettere quello che mi appartiene, che è limpido nel mio cuore e nella mia anima, che non è offuscato da dubbio o credo  (o non credo) , ma che è così palesemente puro e vero nella sua semplicità di essere, nel suo modo di rapportarsi, nel suo modo di comunicare.

Si dotto Gibran, hai visto oltre, hai visto lontano, hai visto me… e non solo me.

 

 

P.s. messagio in codice : Grazie “Mariuccia”

 

 

 

 

 

La lezione degli aeroplanini di carta: Costruzionismo e neuroscienze

Il sarto delle App

Come raccontavamo in un nostro precedente post, Papert elaborò la teoria costruzionista negli anni ’60: oltre cinquant’anni ci separano dalla nascita della sua più geniale creazione, il Logo

Eppure il suo pensiero, la sua idea fondamentale secondo la quale

… il computer può rendere concreto (e personale) il formale.

… le conoscenze accessibili fino a poco tempo fa solo attraverso processi formali, possono ora essere raggiunte mediante un approccio concreto.

(Seymour Papert, MINDSTORMS, Children, Computers And Powerful Ideas
 © 1980 Basic Books.  Versione italiana © 1984 Emme Edizioni – Traduzione di Anita Vegni)

è un’idea estremamente attuale, che trova interessanti conferme nella ricerca neuro scientifica.

Per ragionarci, partiamo da un semplice esperimento.

Tutti noi, più o meno, abbiamo appreso, fin da bambini, a costruire un aereo di carta (o anche una barchetta, un cappello…).

Come abbiamo imparato? Guardando ed imitando chi già sapeva compiere quel lavoro.

Abbiamo imparato…

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Strumenti per apprendere – Seconda Parte

Il sarto delle App

Riprendiamo il nostro breve excursus storico.

Nel nostro primo post abbiamo annunciato l’arrivo del Costruzionismo.

Il costruttivismo di Piaget aveva portato nelle scienze dell’educazione l’immagine di un soggetto che, lungi dall’essere elaboratore passivo di informazioni, costruiva autonomamente e attivamente il proprio sapere.

Sulle sue spalle da gigante sono saliti molti altri: da Bruner a Vygostkij a Papert.

Proprio a Seymur Papert, allievo di Piaget e co-fondatore del Laboratorio di Intelligenza Artificiale al MIT di Boston, si deve l’introduzione del concetto di Costruzionismo nelle tecnologie dell’educazione.

Logo Papert Disabili App Inventor Android Tecnologie dell'Educazione

Per Papert, che avrebbe meritato miglior fortuna e riconoscimento, l’apprendimento umano è intrinsecamente legato ad artefatti e strumenti cognitivi concreti.

Ed è proprio questa la modalità in cui egli intende usare il Computer: come “macchina per pensare”, come strumento per creare ambienti di apprendimento all’interno dei quali agire su oggetti e creare Micromondi.

Il ruolo dell’adulto insegnante è quello di animatore di una comunità che…

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Strumenti per apprendere – Prima parte

Il sarto delle App

Il rapporto tra l’apprendimento e gli strumenti che lo facilitano (e lo mediano) è tanto antico da perdersi nella notte dei tempi: pietre, ossa e bastoni vengono modellati dall’uomo e, nel contempo, modellano strategie e azioni dei primi gruppi sociali.

App Android apprendimento didattica disabilità tecnologie

Un brevissimo elenco dei precursori dell’Educational Technology non può non comprendere Comenio (che pensa l’arte dell’insegnamento come la giusta disposizione di tempo, cose e metodo), Frobel (con i suoi “doni”: oggetti di legno finalizzati a sviluppare le capacità di osservazione e costruzione dei bambini), Freinet (e le sue officine cooperative), Maria Montessori.

L’attenzione per le tecnologie viene però enfatizzato a partire dagli anni ’50, con il Comportamentismo, in particolare grazie a Skinner.

Il Comportamentismo ha, da una parte, il grande merito di aver delimitato un campo di pensiero, appunto l’Educational Technology, ma, d’altra parte, è (direttamente o indirettamente) associato a molte delle paure e ansie tutt’ora legate all’utilizzo della…

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Odio il lunedì!

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Come dice Vasco: ODIO IL LUNEDI’, odio quel giorno lì!

Se poi hai passato un we da favola e ti devi svegliare alle 6.30 per andare a fare gli esami del sangue (quindi ti svegli prima per non fare tardi al lavoro) e poi scoprire che questi esami ti costano 150€, si dico 150€, (che ancora mi devo riprendere!), è ovvio che posso solo odiarlo il lunedì!

E parliamone di questi 150€ per fare degli esami del sangue con tanto di ricettina del medico, quindi mutuabili!

Si deve esser visto che ho cambiato colore, che son passata dal mio colorino bianco fantasmino quasi cencio, a rosso e poi verde tipo Hulck!

Della mia trasformazione se ne è accorta anche la signora del laboratorio visto che mi ha fatto la battuta, avendo prelevato più sangue del normale: “questa mattina è un salasso in tutti i sensi!!!”.

Si deve aver visto che mi sono un attimo scocciata quando mi ha pure detto che gli esami venivano pronti fra una ventina di giorni, poi? poi basta? non ci sono altre belle notizie di prima mattina?

Vi dico che sì, sto per tirare un pippone mai visto, che sì, mi sto lamentando!

Allora, io dico e penso che se una persona non trova soluzione nella medicina tradizionale e quindi si approccia a tutta una serie di “medicine” alternative come il cibo, come gli integratori, come a volte anche l’omeopatia, non può scegliere tra la cura e morire di fame! Perché si impara che il corpo umano è una macchina complessa e non c’è solo la meccanica, l’involucro, ma c’è anche tutto quello che tiene insieme il corpo. Si impara che il nostro organismo funziona come la vita: non c’è solo il bianco e il nero, esiste il grigio (e spesso esiste il grigio) e bisogna curare anche le sfumature e soprattutto mai fermarsi all’apparenza!

Non è giusto che per poter fare una scelta come la mia, di cura alternativa, devi essere fortunato con una possibilità economica di un certo livello o devi avere due lavori.

Io sono la sfigata in mezzo, che ha avuto una pancreatite batterica a 18 anni, curata lì per  lì e poi abbandonata per la strada, dimenticata e non considerata più dai medici. Per cui mi ritrovo una flora batterica inesistente, che mi ha dato scompensi in tutti questi anni e in più a questo si aggiunge un’alimentazione che ha fatto scatenare una disbiosi/candida intestinale e sono una persona considerata al limite con la celiachia. Quindi non posso avere un aiuto da parte dello stato perchè non ho una vera malattia, ma sono comunque costretta a curarmi in un certo modo per poter stare meglio e devo spendere davvero tanti soldi!

Perchè non è solo l’esame del sangue,  ma anche la visita dallo specialista di un certo livello perchè se vai dal gastroenterologo tradizionale in ospedale (e quindi paghi solo il ticket) ti senti dire che hai semplicemente il colon irritabile dovuto al tuo carattere, che somatizzi tutto in quel tratto! sono gli integratori, sono le “medicine”. Sono i cibi alternativi: senza glutine, senza lievito, senza zucchero che costano e costano tanto e tutto questo ti costringe a cambiare inevitabilmente la tua vita, a modificare il tuo tempo, perchè per risparmiare cucini tu la colazione, il pranzo e a volte le cene. Perchè se fai due lavori spesso non sei a casa e questo a volte ti mette dello stress mentale, perchè se non ti sei preparata la torta per la colazione e per sfiga non hai dei biscotti, come la fai la colazione? Al bar non hanno certo i prodotti per te e neanche dal panettiere!

Ci sono giorni che vedo tutto questo come un percorso positivo! Una persona che come me non cucinava, ora si dedica del tempo; una persona come me che non è creativa riesce a produrre una ricetta diversa ogni settimana per questo blog, riesce a prepararsi una torta diversa ogni volta; una persona come me che ha voglia di preparare un pranzo/cena per il fidanzato pensando che sarà almeno un buon risultato e non avere più il terrore di avvelenare qualcuno! Tutto questo è meraviglioso!

Poi ci sono giorni come questi, e per carità ammetto che potrebbero essere la conseguenza del pre – uno di quei giorni lì, che invece mi pesa tutto e mi sembra assurdo spendere così tanti soldi per la propria salute e mi pesa, mi stressa pensare che se non mi confermeranno il progetto per cui sto lavorando ora, non avrò un secondo lavoro e non lo so se riuscirò a trovare una soluzione immediata per poter continuare a curarmi così e quindi come si farà?

In questi giorni penso alle tante mamme e papà anche di questo blog, a tutti voi che dovete curare i vostri figli, con interventi sicuramente più costosi dei miei, con difficoltà maggiori rispetto alle mie e alla forza che ci vuole.

Infatti è la forza uno degli aspetti positivi che mi sono ritrovata ad avere, che mi riconosco , perchè non c’è un’alternativa, ma è poi la forza che ci permette di andare oltre e trovare sempre nuovi stimoli, perchè arrendersi non serve, ma ogni tanto lamentarsi si, ogni tanto un sfogo ci vuole, buttare fuori tutto, magari anche una lacrimuccia, che male c’è?!

 

p.s. Oggi che è mercoledì mi è arrivata la chiamata del laboratorio per dirmi che il prelievo fatto non è bastato e quindi di tornare domani mattina per un secondo prelievo. La storia infinita!

 

Programma Progetto Convivio

Vi riassumo velocemente cosa succederà sabato 9 maggio 2o15 a Milanoooo in via Sant’Antonio al 5

ore 10:00 Saluti e accoglienza 🙂

Si passa poi alla presentazione del progetto ” Alti si nasce, sani si diventa” da parte dell’associazione AISAC Onlus

Di seguito una presentazione dei laboratori “cibo per crescere” ( se ci saranno iscrizioni i laboratori oltre che essere presentati potranno anche essere “fatti”)

Si arriverà alla spiegazione della correlazione tra alimentazione, nutrizione e aspetti neurologici da parte di Manuel Dominguez Alcon direttore dell’Organizzazione neurologica degli Istituti Fay con sede in Querceta

Fino ad arrivare alle 13.00 al Buffet….

Come potete notare si tratta di impegnare un sabato mattina per scoprire, speriamo, nuove fonti di ispirazione per alimentarci in modo consapevole, sano e magari, anzi sicuramente, per scrollarci di dosso qualche dubbio!

Qualche anno fa, non ricordo in quale occasione, parlando con un “qualcuno” mi uscì di botto questa frase ” il nostro corpo può essere paragonato ad una macchina….se va a benzina non puoi metterci il diesel altrimenti si grippa!!!”

Ancora oggi sono convinta più che mai di quell’affermazione…è troppo importante fare attenzione a ciò che si mangia. Se ci alimentiamo in modo adeguato ritroviamo i benefici su tutti i fronti….più energia, stato di benessere generale, etc…ci guadagna anche la linea.

Per i bambini e le persone in difficoltà questo diventa un must! Con tutti i problemi che hanno riguardo a seguire anche più diete restrittive diventa fondamentale condividere le proprie esperienze, non fosse altro che per renderci la vita un pò più semplice.

Allora vi aspettiamooooo…..il tutto è anche gratis….il che non guasta.

Vi aspetto

 

La strategia del “Locutore nocturno di Radio” – Una originale metafora per il rapporto di aiuto

Appunti di lavoro

Cara collega, capisco il tuo sgomento e la tua fatica.

Sono gli stessi che ho provato, spessissimo, anche io.

Nel rapporto educativo, molte volte, si ha l’impressione che quello per cui si è lavorato, per cui tanto si ci è spesi, sia caduto nel vuoto…nel vuoto di un istituzione sorda (che sia la scuola, la Comunità, il Centro XY) o nel vuoto apparente di alcune persone in difficoltà che ci piacerebbe tanto poter aiutare a crescere…

Come detto più volte, io ho non ho nulla da insegnare.

In questo momento, però, mi torna alla mente un consiglio che ricevetti tempo fa, parlando con un terapista della riabilitazione, e che ho sempre trovato utile: la “Strategia del locutore nocturno di Radio”.

<<Non sono sicuro si dica in questo modo, in italiano, voi come chiamate quelli che parlano alla radio di notte?>>, mi chiedeva l’amico terapista, di origini spagnole <<Comunque intendevo…

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