Archivi categoria: Convivio…che fame!

Torta di carote e mandorle con gocce di cioccolato

Buona anno amici!!!

E’ davvero da tantissimo tempo che non vi scrivo!

Sabato vi ho pensati, mi è venuta voglia di ricominciare a fare il lievito madre e poi di cucinare tante cosine buone.

Intanto che il mio lievito madre nasce vi propongo la nuova ricettina per il 2018.

Ingredienti:

  • 300 gr di farina di riso
  • 100 gr di mandorle pelate
  • 60 gr di succo d’agave + 2 cucchiai
  • 1 cucchiaio di stevia
  • 250 gr di carote
  • 3 uova
  • 100 ml di olio di semi
  • 1 bustina di vanillina o direttamente la bustina di lievito vanigliata
  • 1 bustina di lievito per dolci (16 gr)
  • 3 cucchiai di gocce di cioccolato

Procedimento:

Io le carote le ho comprate già tagliate le ho tritate ulteriormente.

Frullate le mandorle fino a ridurle a farina.

In una terrina montate le uova con lo stevia fino ad ottenere una bella crema chiara e spumosa.

Aggiungete pian piano, tutti gli ingredienti.  Iniziate con le carote e l’olio e succo d’agave, quindi proseguite con la farina , la farina di mandorle e la vanillina o, se usate il lievito vanigliato come me,  inseritelo alla fine.

Amalgamate per bene e aggiungere i 3 cucchiai di cioccolato e infine i 2 di succo d’agave, quindi versate l’impasto in una teglia di circa 22 cm precedentemente imburrata e infarinata (oppure fate come me e usate quelli di silicone).

Cuocete in forno a 180° per 40 minuti circa.

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Torta nocciole e mandorle senza uova e burro

Ormai ho la sfida personale di questo periodo è  di far  torte lievitate solo con bicarbonato.

Così spesso sono su internet a cercare delle ricette, la sfida questa volta si fa doppia. La ricetta infatti non nasce usando come lievito il bicarbonato e in più non ci sono ingredienti come uova e burro.

La mia domenica ha preso una piega diversa 😀 , ma non è andata per niente male la sfida!!!!

La ricetta è semplice e veloce.

 

Ingredienti:

  • 125 gr mandorle macinate (no farina)
  • 125 gr nocciole macinate (no farina)
  • 250 gr di farina di riso
  • 75 gr di sciroppo d’agave /acero
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 400 ml di latte di soia (quello di riso ho notato che non fa fare reazione al bicarbonato)
  • 100 gr di cioccolato fondente (facoltativo io ho usato l’80%)

Procedimento:

Accendere il forno a 175°.

Scaldate la tazza di latte per intiepidirlo, intanto macinare mandorle e nocciole (esistono già sacchettini pronti al supermercato).

Quando il latte è tiepido sciogliere il cucchiaino di bicarbonato e poi aggiungere lo sciroppo d’agave/acero.

Mischiare farina, nocciola e mandorle e aggiungere piano piano il composto con il latte.

L’impasto rimarrà un pò bagnato a questo punto, se volete potete aggiungere, come decorazione, i  cubetti di cioccolato e infornare per 30 minuti.

questo il risultato:

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Buon lunedì a tutti.

Finta cheesecake

Guardo e riguardo facebook o internet per prendere ispirazione e mi sono imbattuta in una torta golossissssssima che ovviamente ho dovuto modificare a seconda delle mie esigenze.

Il problema che di base la torta sarebbe stata un cheesecake, ma il mio risultato non proprio!

Ingredienti:

per la base

250 gr di biscotti senza glutine (io avevo dei frollini di quelli senza lattosio e zuccheri aggiunti con agenti lievitanti; la ricetta vera consiglia i biscotti secchi forse perchè più facili da schiacciare e impastare, ma questi biscotti senza glutine si sbriciolano)

150 gr di burro senza lattosio o di soia

per la crema

300 ml di panna fresca senza lattosio

200 gr di philadelphia senza lattosio o di soia

1 vasetto di jogurt senza lattosio

50 gr di sciroppo d’agave

4 cucchiaioni di crema alla nocciola senza zuccheri e lattosio

8 gr di colla di pesce

5 cucchiai di farina di cocco

un pò di latte di soia o riso

Preparazione:

Tritare i biscotti e amalgamarli al burro fuso e fare una base su uno stampo e lasciare riposare in frigo per almeno 20 minuti.

Scaldiamo un pò di latte con la colla di pesce e la sciogliamo, montiamo la panna con lo sbattitore con lo sciroppo d’agave e inseriamo lo jogurt mescolando dal basso verso l’alto, aggiungiamo poi il philadelphia e il latte con la colla di pesce infine la farina di cocco.

A questo punto tiriamo fuori dal frigo la base e versiamo la crema e rimettiamo in frigo per 3 ore

Io consiglio di tirare fuori la torta dopo 1h e mezza e preparare la crema di nocciola sciogliendola un pò con il latte, la versiamo sopra e la rimettiamo in frigo per il tempo rimanente.

Seguendo la ricetta, la crema di nocciola, l’ho messa alla fine ma ha fatto l’effetto fonduta e non di crema compatta.

Ho portato la torta a merenda a casa di amici, tutti felici e tanti complimenti per me…pazienza se non era una vera cheesecake, tanta soddisfazione lo stesso!

 

Muffin

Da qualche tempo ho raddrizzato la dieta…sembra che però il lievito rimanga il mio nemico…quindi ci sforziamo a non usare neanche gli agenti lievitanti ma eventualmente il lievito madre.

Come fare con i miei dolci?

Pare che il bicarbonato sia il migliore amico in questi casi e così…

Ingredienti:

180 ml di latte (soia, riso)

75 gr di burro (senza lattosio)

1 uovo

2 cucchiai di sciroppo d’agave

1 cucchiaino di bicarbonato

2 cucchiai di crema alla cannella

160 gr di farina senza glutine

Preparazione:

Accendiamo il forno a 170°, ventilato.

Sciogliere il burro e aggiungere il latte e poi l’uovo a questo punto che abbiamo unito tutti i liquidi sciogliamo il bicarbonato e poi la farina per ultimo la crema e lo sciroppo d’agave.

Mettiamo il nostro composto delle formine e inforniamo per una ventina di minuti.img_4807

 

 

 

Melanzanata!

Quest’estate sono stata in Sicilia per le vacanze estive e in un negozio di souvenir una signora mi ha dettato una ricetta con le melanzane da cui ho scoperto che non mi dispiace poi così tanto mangiarle.

Così una sera ho preparato un secondo un pò diverso dal solito.

 

 

Ingredienti:

1 melanzana

100 g di pollo

panna per cucinare di riso

 

Preparazione: 

Accendere il forno a 180°

Tagliare in fette sottili la melanzana (per il lungo) e mettiamole in acqua per farle ammorbidire per una ventina di minuti.

Intanto assicuriamoci che le fettine di pollo siano anch’esse sottili.

Poi cucinare le fette di melanzana in una pentola antiaderente o con un filo d’olio, quando sono quasi cotte le togliamo dal fuoco, spalmiamo la panna da cucina sulla fetta e aggiungiamo la fettina di pollo e chiudiamo la Melanzana o a involtino o in due (come ho fatto io) fino a finire gli ingredienti.

A me è avanzato del pollo e avevo della rucola in casa così ho fatto degli involtini di fette di pollo, rucola e panna da cucina.

Poi possiamo mettere in forno per una ventina di minuti.

Il piatto è sfizioso e leggero in quanto la panna da cucina è di riso.

Buon appetito!

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Involtini di carne

Buongiorno

ieri sera ero al supermercato intenta a pensare cosa preparare per cena, quando poi ho visto queste bistecche sottilissime di pollo e ho avuto l’intuizione di farci degli involtini.

Un modo diverso di mangiare la carne, soprattutto per me che mangerei solo primo!

 

Ingredienti:

1 confezione di carne tagliata sottile

3 zucchine

formaggio senza lattosio che fila (io ho usato delle sottilette)

 

Preparazione:

Accendere il forno a 180°.

Cucinare le zucchine in padella, stendere la carne in una teglia e aggiungere il formaggio della quantità giusta per la fettina di carne, quindi le zucchine appena pronte e arrotolare la carne, mettendo la chiusura sotto in modo che non si possa aprire durante la cottura.

Cuocere per 20 minuti e taaaaaaaaaac il piatto è pronto.

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La moda che… funziona.

 

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Non potevo scrivere nel titolo ciò di cui vorrei parlarvi oggi perchè avrei suscitato una ola di..” ma anche qui? Nooo ancora… cosa ha a che fare con la cerebrolesione??”  e via di seguito.

Fidatevi, non si tratta di pubblicità o di sponsor ma solamente di esperienza reale.

Allora iniziamo e incrociamo le dita, si perchè ho tutto chiaro in mente ma scriverlo diventa un’altra cosa.

E. soffre di reflussogastroesofageo da una vita, in alcuni periodi dell’anno ne soffre in maniera molto pesante da arrivare nel diventare rigido come l’acciaio o sconfinando in crisi di pianto e passando intere giornate dove la sofferenza non solo la vedi sul suo viso ma la tocchi con mano. In quei giorni tutti noi risentiamo di questo malessere, siamo tutti nervosi, preoccupati  e ci pervade un senso di impotenza davvero mostruoso. Per fortuna, alcuni di noi, non sono pessimisti di natura e cercano le vie più inusuali per poter alleviare la situazione.

Durante tutti questi anni abbiamo provato di tutto: dal chimico al fitoterapico, dall’omeopatia alla cura sperimentale, dalla gastroscopia alla boule dell’acqua calda, dalla neuropsichiatria ( dove c’era una sinergia tra neuropsichiatra, gastroenterologa, dietista e pediatra) alla testardaggine di una madre stufa di sentirsi dire: “ma signora tenga presente la sua patologia…” (mia risposta : sti cazzi!).

Sono sempre alla ricerca di nuove possibilità cercando di informarmi, di leggere finchè… qui viene il bello (tenendo presente del mio motto è “nulla accade per caso”).

Un pomeriggio avendo un po di tempo a mia disposizione accendo il pc e inizio una nuova ricerca sulle possibili cure per il reflussogastroesofageo. Non sto a spiegarvi come ci sono arrivata: primo perchè non mi ricordo i passaggi precisi e poi perchè non ha questa grande importanza.

Per farvela breve: il potere rigenerante dei succhi vivi ovvero l’estrattore.

In quel post l’autrice parlava del potere rigenerante dei succhi vivi facendo un accenno a come era riuscita a guarire dal suo reflussogastroesofageo utilizzando l’estratto di mela carota e zenzero. Ciao!  Fu come accendere una miccia.

Vi dirò… era da tempo che avevo addocchiato l’estrattore (a me piace tutto ciò che è naturale e fa bene alla salute), ma i suoi costi lo relegavano in un angolo data la lista di priorità mooolto lunga e visto i tempi di crisi. Perciò mi limitavo ad usare una vecchia centrifuga, ogni tanto.

Il cambio di rotta fu dovuto alla disperazione nell’affrontare un problema che sembrava essere senza soluzione e non quella di sedersi ad aspettare la fine del periodo di crisi del reflusso.

Così si cambiò la lista delle priorità. (ps: non sto facendo pubblicità, tanto è vero che non metterò la marca del mio estrattore ma, se lo ritenete opportuno, posso postarvi le caratteristiche che dovrebbe avere un buon estrattore).

Dunque passiamo al punto altrimenti la questione si fà chilometrica..

Ho iniziato preparandolgi per tre volte al giorno un estratto con una mela, una carota e un pezzettino di zenzero, ho continuato così per dieci giorni, poi sono passata a darglielo due volte al giorno, fino ad arrivare ad una volta al di.

E. prende comunque quattro estratti al giorno che vario nell’arco della giornata più o meno così:

metà mattina (tipo mela e finocchio);

dopo pranzo (lo beviamo anche noi, con frutta e verdura mista);

tardo pomeriggio (mela, carota e zenzero);

dopo cena (cavolo e pera).

Gli estratti variano a seconda della frutta/verdura che ho in casa, nel mio caso la lista è limitata a ciò che E. può prendere in base alla sua dieta. Se il reflusso è già presente di prima mattina, il primo estratto che preparo è quello di mela, carota e zenzero e così via.

I risultati ottenuto in poco tempo sono ottimi, per adesso. Il reflusso si ripresenta, a volte, ma non ha più niente a che fare con le crisi di prima: niente pianti, la rigidità non è assoluta, ecc..

E. ha ripreso a sorridere spesso, è molto più rilassato e per tutti noi il clima in questo periodo è davvero piacevole.

C’è un’altro vantaggio nel suo caso. E. mangia davvero pochissimo (e lo capisco anche) visto che il cibo dovrebbe rappresentare un piacere. Per lui, fino ad ora, invece era una tortura (come dargli torto) e di conseguenza era difficile assicurargli anche gli elementi essenziali come vitamine, minerali, liquidi e quant’altro. In parte abbiamo risolto anche questo problema, sempre con gli estratti.

In questo post riporto solamente la mia esperienza di mamma. Non voglio assolutamente dare consigli sulla nutrizione o sulla cura di possibili malattie, non è mio compito.

Ho voluto condividere con voi la nostra esperienza per lanciare un messaggio: c ‘è sempre una soluzione, cercatela, non arrendetevi, condividete, confrontatevi anche se quello che va bene a uno non è adatto ad un’alto poco importa… non si sa mai che possa adattarsi, anche in minima parte.

Dopotutto anche una minima parte è meglio dello zero assoluto.

Alla prossima e buona giornata 🙂

Salva

Considerazioni di una mamma……

 

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Ieri è iniziato il campo estivo in oratorio. Ho iscritto i miei due figli più piccoli per mezza giornata su loro richiesta. La mattinata è stata un susseguirsi di agitazione mista a paura sopratutto da parte del più piccolo… comunque alla fine è arrivato il momento di accompagnarli… baci abbracci e viaaaa.

Rimanendo a casa mi sono goduta la pace e il silenzio pensando ogni tanto ai miei due pargoli e alla loro avventura.

Viene il momento di andarli a prendere…arrivo all’oratorio e non vi descrivo il caos di macchine parcheggiate persino sui lampioni pur di essere il più vicino all’entrata dell’oratorio; daltronde si sa che due passi a piedi UCCIDONO.

Entro in oratorio,  aspetto la fine della preghiera e poi…una marea di ragazzini vocianti rompono le righe…che bellooo, che vita!

Mentre cerco di capire dove sono mimetizzati i miei figli saluto qualche mamma.

Alla fine mi vedono e mi raggiungono e finalmente torniamo a casa. In macchina fanno a gara per raccontarmi com’ è andata ma la mia mente resta ferma alla descrizione della merenda : lo so sono fissata!

Non faccio commenti anche perchè avevamo pattuito che il primo giorno potevano prendere quello che volevano rispettando il budget.

Io sono come un motore diesel, elaboro di notte e poi di giorno focalizzo.

 

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Ma benedetta gente spiegatemi perchè a scuola si insegnano scienze alimentari, si istituisce il frutta day e poi alle medie ci sono i distributori automatici, al bar dell’oratorio (sempre aperto) si vende di tutto e di più che non si avvicina minimamente al concetto di sano e naturale??!!

Questa lunga premessa mi serve per introdurre ciò che mi sono prefissata di postare un pò alla volta su questo blog…naturalmente sull’alimentazione pro e contro …

Spesso ripeto ai miei figli (tutti) che si mangia per vivere e non si vive per mangiare…frase pesante vero? Ma fa parte di un’etica che spero di riuscire a spiegarvi.

Vi auguro una buona giornata.

 

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Crostata senza zucchero

Mercoledì sera, felice per le vacanze arrivate,  mi è venuta voglia di preparare una crostata per le nostre colazioni da camperisti!

Tommy adora i lamponi e quindi la marmellata, a casa avevamo della farina di grano saraceno e così mi sono messa al lavoro, peccato che quando ho finito di impastare e di mettere il tutto nella forma da infornare, mi sono ricordata di non aver messo nessun tipo di zucchero, sciroppi…ormai troppo tardi ho infornato così e il risultato è stato ottimo!

 

Ingredienti:

90 gr di farina di grano saraceno (senza glutine)

150 gr di farina di mais

40 gr di farina bianca senza glutine

2 uova

100 gr di burro (esiste senza lattosio o potete usare l’olio di girasole)

1/2 bustina di agenti lievitanti

marmellata di lamponi per farcire (100% frutta senza zuccheri aggiunti)

 

Preparazione:

Accendere il forno a 180°.

Mischiare le farine e gli agenti lievitanti, intanto sciogliere il burro, inserirlo nell’impasto e aggiungere infine le uova, usare lo sbattitore in modo che l’impasto si spezzi e diventi grumoso a quel punto finire di impastare con le mani e far diventare il tutto una palla da stendere; questa volta ho usato un cucchiaio  per stendere l’impasto direttamente nella forma, ognuno trova i suoi metodi più veloci e facili 🙂 !!

Farcire con la marmellata e se avanzato dell’impasto fare le classiche righe sopra la crosta, oppure potreste fare dei piccoli biscotti da farcire sempre con la marmellata.

Infornare per 35-40 minuti.

 

 

 

Uova alla greca

Ieri sera sono venute a cena due amiche che mi avevano richiesto un piatto fresco e veloce come l’insalata greca, cosi mentre cercavo tutti gli ingredienti per viziarle per bene , mi è caduto l’occhio su questa ricetta; ho pensato che poteva essere una bella abbinata e cosi il giorno prima mi sono messa all’opera facendo la spesa e cucinando il peperone (che richiede un pò di tempo).

Secondo me la ricetta è facilmente variabile alle proprie esigenze e/o diete!

Ingredienti:

Feta 80 g

Acciughe (alici) 6/8 filetti

Uova medie 4

Olive verdi una decina

Peperone rosso 1

Preparazione:

Per preparare le uova alla greca iniziate lavando e asciugando il peperone  quindi adagiatelo su di una teglia e infornatelo per circa 30-40 minuti a 250°, rigirandolo di tanto in tanto fino a che la pelle non sarà ben abbrustolita. Una volta abbrustolito, chiudetelo dentro una ciotola coperta con la pellicola trasparente per circa 15 minuti, sarà più facile dopo togliere la pelle del peperone. Avendolo fatto la sera prima l’ho poi messo in frigo e tirato fuori ieri sera mentre preparavo il resto.

Ponete a bollire le uova fino a farle diventare sode (circa 8 minuti) .

Intanto mettere in un frullatore il peperone, le olive, le acciughe e la feta e fatele diventare un impasto morbido.

Quando le uova saranno pronte raffreddarle, per velocizzare questa operazione scolatele e mettetele sotto l’acqua fredda per qualche minuto; a questo punto sgusciatele , tagliatele a metà per il lungo e privatele del tuorlo molto delicatamente.

Amalgamate bene tutti gli ingredienti e riempite le cavità delle uova sode con il composto ottenuto .

Noi le abbiamo accompagnate a verdura cruda e insalata.

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