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Durante

Ho divorato un libro di De Carlo che si intitola Durante, mi è sembrato evocativo in questo periodo storico della mia vita!

Durante la mia dieta mi imbatto in un romanzo che mi stimola una ricetta!

Durante un sabato sera preparo una torta invece che uscire,  io che alle 22 ero davanti allo specchio a scegliere che vestito mettermi per andare a ballare e ora sono davanti ai fornelli a preparami gli ingredienti per la mia torta, non commentiamo oltre!

Nel libro c’è il racconto di una cena tra presunti amici e viene descritta una torta di riso, è descritta talmente nei particolari, talmente bene anche nell’emozioni che suscita mangiandola, che mi è venuta subito la voglia di provare a prepararla.

Così ho cercato una ricetta da modificare alle mie esigenze!

Per fare questa torta ci vuole un pò di tempo, solo 60 minuti vanno per la cottura, poi dovete pensare al tempo necessario per far cuocere il riso e per farlo raffreddare e per prepararvi tutti gli ingredienti.

Ingredienti:

200 gr di riso

750 ml di latte di riso (essendo dolce di sua proprietà  sostituisce benissimo lo zucchero che ci vorrebbe)

 3 uova medie

60/70 gr di mandorle intere

50 g di pinoli

1 cucchiaio di stevia

1 limone

80 g di margarina (io uso marche senza grassi idrogenati completamente vegetale)

2 stecche e/o 1/2 cucchiaino di cannella in polvere

Procedimento:

In un tegame versate il latte, aggiungete le stecche di cannella; quando il latte bollirà, versate il riso  ed eliminate le stecche di cannella dopo aver fatto insaporire il riso del suo aroma. Lasciate quindi il riso a fuoco basso fino a che non avrà assorbito tutto il latte e avrà una consistenza simile ad un risotto asciutto. Versate il riso in un contenitore largo e basso per farlo raffreddare.

A questo punto potete accendere il vostro forno a 180° e nel frattempo potete preparare gli altri ingredienti:

– frullate le mandorle, dovrete sminuzzarle, ma non deve diventare polvere (a me piace si senta la consistenza);

– grattugiare la scorza del limone

– fondere la margarina

– in una ciotola sbattete le uova assieme al cucchiaio di stevia quindi unite le mandorle, la scorza del limone,  la margarina , 35 gr di pinoli e mezzo cucchiaino di cannella in polvere.

Aggiungete nella ciotola il riso ormai freddo e amalgamate per bene gli ingredienti. Mettete tutto nella propria teglia antiaderente (io uso quelle di silicone quindi non devo infarinare e imburrare il fondo) cospargete la superficie della torta di riso con  i restanti pinoli, quindi infornate a 180° in forno statico per circa 60 minuti.

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Scherzi a parte, angel cake!

Un giorno mi han detto “niente più zuccheri, niente più lievito, niente più glutine!”

Poi? basta? Son su scherzi a parte?

E le mie colazioni con le brioche? E le mie merende?

Dallo sconforto più totale ho pensato “ho alternative? Non mi pare!” Allora mettiamoci sotto.

Nella vita, ogni tanto, bisogna sfidarsi, così l’ho presa questa disbiosi, una sfida e tiè,  anche ieri sera ho preparato una nuova torta, a mio modo, senza nessun senso apparente, trasformando una ricetta da “sani” a chi, come me, può mangiare il “niente”.

Ieri sera ho modificato una Angel cake così:

 

Ingredienti per la torta (per una persona che fa colazione e merenda per 3gg se volete portarla a cena una sera per 8 persone basta moltiplicare le dosi)

6 uova (ci servono solo i tuorli, non buttate gli albumi potrebbero servivi come crema)

85 g di farina di riso (ieri sera ho usato quella integrale ma sperimentiamo pure)

1 cucchiaio e mezzo di stevia

Una bacca di vaniglia

Mezza boccettina di aroma di arancia (che poi è più per il profumo)

4 g di lievito cremor tartaro  (comodissimo quello della San Martino che è già vanigliato)

Ingredienti per la crema:

2 albumi

2/3 cucchiai pieni di crema alla nocciola o di due tipi diversi (consiglio la marca Rapunzel crema di nocciole mischiata a Sweet nut Cream bio della Finestra cielo entrambe creme senza zucchero pura nocciola)

olio  (io uso o girasole o mais) o latte di riso

Tempo di cottura 30 minuti, forno a 190° se non ventilato, altrimenti 170°

 

Procedimento per la torta:

Iniziamo dalle uova, a temperatura ambiente, vanno separate, ci servono solo i tuorli per la torta.

Una volta separati possiamo iniziare a montarli con uno sbattitore elettrico e mettere gli ingredienti uno alla volta continuando a sbattere le uova, prima lo stevia, poi l’aroma di arancia, poi la bacca, poi il lievito e infine la farina, solitamente la spuma degli albumi va aggiunta a cucchiaiate alla farina, ma io ho provato a fare il contrario e non si smonta, basta aggiungere la farina piano piano e continuare a mescolare la crema dal basso verso l’alto con un cucchiaio.

Poi si mette il preparato, in una forma per torte antiaderente, sempre delicatamente con il cucchiaio e a questo punto possiamo infornare.

 Procedimento per la crema:

Intanto che la nostra torta è in forno possiamo fare la crema. Mettiamo sul fuoco lento un pentolino con gli albumi scelti e iniziamo a inserire la crema (o creme) alla nocciola, mescolando pian piano fino a far sciogliere la crema, l’olio (o il latte di riso) lo aggiungiamo per farla diventare più liquida. Quando vi sembrerà pronta spalmatela alla torta sfornata e lasciate raffreddare il tutto.

 

 

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Costanza, che non è amica di Rina!

Non sono quel tipo di donna capace di mettersi la crema tutti giorni, mi stufo dopo al massimo una settimana!

Non sono quel tipo di donna capace di accudire dei fiori, muoiono tutti, pure le piantine, tranne Rina, la mia piantina grassa. Ha già due anni, resiste perché ha bisogno di poche cure.

Io non sono una persona costante,  probabilmente lo sono nei rapporti umani, ma mi accorgo di avere periodi di propensione per certi amici e periodi per altri, ma forse è il prezzo da pagare nell’essere donna e avere tutti questi ormoni!

E proprio a casa di amici,  mi son trovata a discutere di un certo “lievito madre”, un lievito che si può usare in una dieta come la mia e che ci si può produrre a costo , quasi, zero. Unico contro che sei tu a doverlo produrre e sei sempre tu a doverlo mantenere in vita, “rinfrescandolo”!

Il mio primo pensiero è stato “no zia, mollami che non c’ho voglia! Già faccio le 11 di sera a cucinare, ci manca l’impegno del lievito”, poi la zia (solo nello slang dei gggggiovani) Cri, mi ha spiegato che in realtà l’impegno è davvero minimo, basta “rinfrescare” una volta a settimana e poi lui sta lì, in frigo, buono buonino.

Ingredienti:

100 g di farina di riso
100 ml d’acqua
1 cucchiano di amido di mais

Preparazione:

Sciogliere nei 100 ml d’acqua il cucchiaino di amido di mais all’interno di una ciotola, aggiungere piano la farina continuando a mescolare fino a ottenere una consistenza omogenea.

Lasciamo riposare per 36 h coperto con un panno a temperatura ambiente!

Una volta trascorso il tempo indicato, bisogna effettuare il primo rinfresco:

– togliere la superficie se si è seccata;
– aggiungere 100 ml di acqua e 100 ml di farina mescolando fino a far tornate la consistenza iniziale;
– lasciare riposare per altre 36 h sempre a temperatura ambiente coperto con un panno

Se vedete bollicine d’aria il lievito inizia a lavorarsi!
L’importante è vedere un aumento di volume se così non fosse procedere con un terzo rinfresco ( sempre le stesse quantità e lo stesso procedimento)!

Una volta che vediamo un’aumento di volume portiamo il lievito in un barattolo di vetro che possiamo chiudere bene e lo riponiamo in frigo, ricordandoci di rinfrescarlo una volta a settimana utilizzando sempre le stesse quantità di farina e di acqua e riponendolo poi in frigorifero!

Io, lavorando, il rinfresco lo faccio all’ora di cena e lo ripongo in frigo la mattina prima di uscire di casa, quindi passano circa 10/12h, visto che ormai il lievito è attivo, bastano queste ore!

Per la preparazione del pane meglio rinfrescare il lievito il giorno prima e lasciarlo in temperatura ambiente fino all’utilizzo!

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il pane dei…. senza… ovvero come sopravvivere alle gallette di riso

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Dal giorno della scoperta che per un bel po’ la mia dieta si basava sul “niente” la mia disperazione dai dolci si è spostata verso il pane.

Il mio adorato pane, io che il pane l’ho sempre mangiato anche con il risotto, io che andavo dal panettiere e il tempo di fare la strada e nel sacchetto di carta ne era rimasto la metà di quello comprato…l’unico alimento che a me piace in tutte le forme e in tutte le cotture: dal francesino croccante all’arabo morbido.

Io, che da piccola, mangiavo per merenda  la michetta, preparata dalla nonna, con i quadretti di cioccolato o con la marmellata.

Forse forse era ovvio che dovessi fare questa dieta!?! Lo state pensando anche voi?

Bene, prima mossa compriamo la macchina del pane, è da lì che la mia disperazione è diventata frustrazione!

Non ho mai cucinato prima di ora tantomeno  ho mai fatto il pane con la farina normale, figuriamoci con una farina senza glutine, dove il glutine serve giusto quell’ attimo per tenerlo unito.

Una persona a me cara, mi mandava i video di youtube: “guardalo, deve farsi la pallina nella macchina” e poi mi consigliava: “con il pane devi essere precisa con le misure, se metti un tot di farina devi mettere un tot di acqua, poi puoi calibrare mentre la macchina impasta, se vedi che si sfalda aggiungi un cucchiaio di acqua alla volta, se è troppo appiccicosa la pasta che sta venendo fuori, aggiungi un po’ di farina, è un lavoro di pazienza!”.

Pazienza a me che non ho pazienza nemmeno per aspettare la metro? Precisione io che appendo i quadri tutti storti?

Non si può immaginare lo schifo di pane che ne è uscito per mesi, niente lievitazione, niente cottura e buttavo via, buttavo via la speranza…ma io lo volevo il pane.

Un po’ quando punti un bel morettone, con gli occhi profondi e pensi “quello deve essere mio”, uguale!!!

Ma la svolta di passare alla cottura nel forno me l’ha data il mio moroso, quando preso dalla compassione per i miei capelli in aria delle 11 di sera (che ancora ero lì a litigare con la macchina del pane), si è fatto venire la curiosità di fare il pane.

Quindi, poi per sfida, ci ho provato anche io e uscivano decenti i primi esperimenti, ma la vera rivoluzione è stato il lievito madre (di farina di riso ovviamente). Ho abbandonato il lievito chimico e  ho riprovato a fare esperimenti,  prima con il forno e poi con la macchina del pane e sorpresa delle sorprese: mi viene!

Ragazzi non sarà mai come il pane “vero”, mai…ma non è neanche come mangiare le gallette di riso!

Ingredienti (per una pagnotta da meno di 500g) :
300 g di farina bianca senza glutine (non i preparati per pane, io uso la Mix It della Schar)
150 ml di acqua tiepida
75 g di lievito madre
1 cucchiaio di olio (ma alla fine a me ne vanno di più per ungo sempre la paletta della macchina)
1 cucchiaio di sale (che io mi dimentico sempre di mettere)

Preparazione :
Sciogliere il lievito madre in mezza porzione di acqua e aggiungere poi mezza porzione di farina, io lo faccio con la macchina già in funzione, così si impasta tutto meglio, poi quando mi sembra che sia amalgamato un po’ aggiungo l’altra metà di acqua faccio lavorare ancora un attimo e poi aggiungo l’altra metà di farina e lascio impastare, in teoria poi va aggiunto l’olio (che io immancabilmente metto all’inizio) e poi il sale (che io dimentico sempre di mettere, ma alla fine viene lo stesso).
A questo punto faccio lavorare la macchina, imposto il programma della lavorazione senza cottura.

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Io mi aiuto con un cucchiaio di legno per far assemblare bene tutto l’impasto quando vedo che finalmente si unisce faccio lavorare ancora un po’ la macchina il tempo di far diventare l’impasto il più compatto possibile poi spengo la macchina e finisco di impastare a mano, l’impasto sarà sempre un po’ appiccicoso questo tipo di farina non è facile da impastare per quello uso la macchina, mi toglie metà della fatica.
Quando ho fatto la mia palla, tolgo prima la pala della macchina e ripongo la palla nel cestello, inserendola al posto della pala in modo che con il primo calore il lievito faccia il suo lavoro.

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A questo punto programmo la macchina per la mattina, il lievito di madre deve avere almeno 6h di riposo, cosi avete anche il vantaggio di averlo pronto per la mattina. Scegliete un programma che cuocia per massimo 1h, io uso quello della torta. Questo tipo di farina non si deve cuocere di più.

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Purtroppo questo pane più di due giorni non dura e diventa un po’ gommoso, ma la soddisfazione è tanta!