I progetti dell’Associazione Bambini Cerebrolesi Lombardia

La “normale” leggerezza dell’essere – Percorsi individualizzati di sostegno educativo alle famiglie del territorio

In partnership con Comune di Leggiuno e Cooperativa Sociale Totem

Il progetto “La normale leggerezza dell’essere” ha come principale obiettivo la creazione, da parte degli Enti coinvolti, di un modello di progettazione individualizzata e di rete a favore delle famiglie del territorio che vivono una difficoltà educativa; a tal fine ABC Associazione Bambini Cerebrolesi Lombardia ONLUS, il Comune di Leggiuno e la Cooperativa Sociale Totem hanno predisposto  un modello di presa in carico  che prevede una segnalazione , seguita da una modalità di progettazione che coinvolge attivamente le famiglie (in quanto primo ambito educativo dei minori) e tutti gli ambiti di vita della stessa (scuola, extrascuola, eventuale ambito riabilitativo…)

Dopo aver individuato le famiglie da coinvolgere nel progetto (grazie alle segnalazioni della scuola e dei Servizi Sociali del Comune), è stato proposto e attivato un ciclo di incontri di Formazione pedagogica di gruppo, su tematiche relative al ruolo genitoriale oggi, alle difficoltà relative e alle possibili strategie per farvi fronte.  La formazione è stata aperta anche agli operatori che seguono, a casa o a scuola, i figli disabili o in condizioni di disagio delle famiglie prese in carico, così da permettere un intervento coerente in tutti gli ambiti di vita del minore. Nei mesi di Aprile e Maggio 2012 sono stai realizzati 6 incontri , a cui hanno partecipato in media 25 persone, tra genitori, educatori, psicologi, logopedisti e insegnanti.

Al fine di realizzare un sostegno personalizzato per le famiglie di minori con disabilità e/o in situazione di disagio psico-sociale, è stato attivato uno sportello di consulenza psico-pedagogica, che consente ai genitori di elaborare tematiche educative e strutturare strategie funzionali alla crescita sana del rapporto madre-padre-figlio.

In accordo ed in raccordo con il progetto personalizzato famigliare, sono stati realizzati interventi singoli e di gruppo miranti a sviluppare l’autostima e a consolidare le abilità relazionali. Sono stati così programmati e realizzati laboratori ludico-espressivi ed esperienze psicomotorie, nello specifico laboratori di arti circensi.

Infine, tenendo sempre presente che il progetto di vita e il processo evolutivo del giovane disabile sono basati sulla centralità della famiglia e sulla sua partecipazione attiva, sono  stati realizzati interventi rieducativi, concordati con la famiglia, con la scuola e, laddove presenti, con i responsabili della riabilitazione. In particolar modo tali interventi hanno seguito la metodologia c.m.i.@ Cognitivo Motivazionale Individualizzata, che sostiene che il lavoro vada modulato sul soggetto, sul suo contesto e sulla sua storia, sostenendolo sul piano emozionale e relazionale. Tali interventi sono stati attuati dagli operatori di Abc Lombardia, esperti della metodologia, presso la scuola o presso l’abitazione, coinvolgendo la famiglia e le figure di riferimento per il minore.

“Giochi senza frontiere – progetto per facilitare, incrementare e realizzare  progetti  partecipati per gli spazi urbani e naturali destinati ai bambini e agli adolescenti dell’hinterland milanese”

Finalità principale del progetto è quella di attivare una serie complessa di strumenti per facilitare le pari opportunità, tra tutti i bambini e gli adolescenti, nell’accesso alle aree del parco della Media Valle del Lambro, con particolare attenzione alle aree dedicate al gioco e al tempo libero.

Sono state coinvolte 4 classi delle scuole elementari di Cologno Monzese ( due classi IV )  e di Sesto San Giovanni (una I e una II ) ; partecipano al progetto  79 bambini (di cui 4 bambini con disabilità e un’alta percentuale di bambini stranieri-più del 50%) e le loro insegnanti.

Le azioni  attuate dal progetto sono :

Azione 1: Consulenze specialistiche

Presso la sede operativa di ABC Lombardia ONLUS è stato attivato uno sportello di consulenza specialistica per essere di aiuto nella progettazione di spazi destinati al tempo libero per i minori, secondo una logica di pari opportunità per tutta la cittadinanza.

Azione 2: Progettazione partecipata

La progettazione partecipata è tesa a suscitare la condivisione di informazioni, percezioni, esigenze, visioni e, più in generale, conoscenze implicite ed esplicite per farle diventare “Patrimonio di progetto”.

Gli operatori di ABC Lombardia hanno seguito un percorso di progettazione partecipata all’interno delle scuole coinvolte sia coi bambini sia con le insegnati.

Gli insegnanti hanno seguito e apprezzato il corso proposto e hanno fatto sì che questa divenisse anche per loro strumento di lavoro con gli allievi. Con i bambini il percorso è durato tutto l’anno scolastico, durante il quale gli operatori di Abc Lombardia hanno supportato e coordinato il lavoro che ha portato alla progettazione di spazi gioco all’interno del parco della Media Valle del Lambro.

Azione 3: Spazio giochi per bambini

Azione specifica del progetto è l’attrezzatura di uno spazio ludico fruibile da tutti, realizzato in collaborazione con le scuole e le realtà giovanili dei territori coinvolti, che segua i principi di una proposta multisensoriale, multiopzionale, multilinguistica (lingue diverse dall’italiano e principi di Comunicazione Aumentativa Alternativa per chi non possiede un codice linguistico). Al termine degli incontri svolti in classe, coi progetti dei bambini stessi, sono stati realizzati i giochi da loro pensati  :  nella scuola di Cologno Monzese l’OSSERVATORIO ASTRONOMICO e il PERCORSO SENSORIALE ; nella scuola di Sesto, il GIOCO DELL’OCA e L’AREA PER GLI AQUILONI.

L’osservatorio astronomico consiste in un’area circoscritta, dotata di panchine e cartelloni riportanti scritte sulle STELLE ; le bacheche, realizzate in legno per inserirsi adeguatamente nel paesaggio, riportano scritte in italiano, inglese, spagnolo,arabo, cinese e la trascrizione in braille.

Il percorso sensoriale (chiamato PERCORSO A 6 SENSI, perché “il sesto senso è quello della decenza”) consiste in un percorso fattibile a piedi, come in sedia a rotelle, attraverso il quale si possono sentire rumori, annusare odori, toccare materiali diversi.

Il gioco dell’oca è stato pensato con delle mattonelle di larghezza sufficiente a far salire anche i bambini con la sedia a rotelle, di colori differenti adatto anche ai più piccoli, che ancora non riconoscono i numeri e con un pannello riportante le regole in diverse lingue (italiano, inglese, spagnolo, cinese, arabo) e la trascrizione in braille.

Infine l’area per gli aquiloni è stata pensata come una circoscrizione di un’area già esistente, così da far sapere a tutti dove portare gli aquiloni a far volare.

Azione 4: Virtual Realty

E’ stato pubblicato un CD-Rom come veicolo di documentazione, riflessione e cambiamento culturale.

Azione 5: Incontri pubblici

Al fine di divulgare una cultura dell’accessibilità che superi la logica del Barrier-free design (logica del dettame prescrittivo che si è rivelata sterile) e diffondere le potenzialità di un approccio promozionale e prestazionale destinato all’intera popolazione sono stati proposti due incontri pubblici:  uno a metà percorso, durante il quale sono stai messi in mostra  i primi progetti realizzati dai bambini e spiegata la filosofia del progetto interno ; il secondo a termine del progetto, durante il quale  è stato mostrato il CD-ROM realizzato, supportato dalla voce dei bambini, reali protagonisti, e degli operatori di Abc per la parte più teorica.

TrasFormando, implementazione e sviluppo del modello associativo di sussidiarietà per il terzo settore. I saperi “associativi” (Clinico, educativo ed informativo) strumenti di crescita associativa e di trasferibilità.

Abc Lombardia partecipa al Progetto come partner di A.I.S.Ac. Associazione per l’Informazione e lo studio dell’Acondroplasia (ente capofila) e A.I.C.H. Associazione Italiana Corea di Huntigton Milano ONLUS.

Il progetto ha come finalità generale  sviluppare una comune strategia associativa tra i partner di progetto, basata su:

1)       Sussidiarietà orizzontale e circolare nella logica di risposta ai bisogni sociali

2)      Presa in carico multidisciplinare e integrata e diffonderla presso:

-Soci e volontari (attuali e potenziali)

-Beneficiari (attuali e potenziali)

-Altre associazioni, Enti , professionisti interessati, Istituzioni

Tale finalità, ambiziosa e complessa, viene perseguita tramite una serie di strumenti integrati ed interconnessi quali la formazione, la comunicazione, le azioni di sensibilizzazione, il potenziamento di sperimentazioni a beneficio delle famiglie, il confronto con altri modelli e realtà nazionali ed internazionali.

Progetto “Cogito ergo sum”

L’obiettivo del progetto è quello di aiutare i bambini a divenire maggiormente  consapevoli e responsabili di ciò che fanno, sanno e possono fare.

Nella scuola materna XX Marzo a Milano, sono state proposte diverse attività con i 20 bambini di una sola classe, così che le maestre possano seguire bene il lavoro:

–          Creazione e costruzione bidimensionale e tridimensionale  di una storia  a puntate  con drammatizzazione finale

–          Attività  sulle procedure per favorire le autonomie

Con gli insegnanti:

-Approfondimento sulla metodologia proposta dalla Dott.ssa Gava, l’approccio c.m.i.®: al corso hanno partecipato 50 insegnati della scuola dell’infanzia del Comune di Milano; il 90% degli insegnanti ha valutato in modo molto positivo l’iniziativa formativa proposta, soprattutto gli aspetti laboratoriali (nel 45% dei casi) e la possibilità di spendere nella quotidianità le competenze e le capacità acquisite durante il corso (nel 35% dei casi).

Con i genitori:

-Incontri coi genitori dei bambini coinvolti nel Progetto  scuola: la maggior parte dei bambini non viene coinvolta nelle mansioni di casa, ma soprattutto non vengono accompagnati nel percorso di autonomia (lavarsi e vestirsi da solo, primi passi per un’autonomia nelle scelte future) e di consapevolezza delle proprie responsabilità, attraverso la comprensione delle regole educative personali e sociali.

-Individuazione di strategie per supportare i genitori nell’educazione alla quotidianità.

 

 

DIVERSAMENTE COMUNIC – ABILE. Progetto per la creazione di un servizio sperimentale specialistico di Comunicazione Aumentativa Alternativa

 Nella relazione con i bambini diversamente abili, spesso si tende a far equivalere capacità di parola e capacità di pensiero, con il risultato di escludere i soggetti con difficoltà comunicative dall’accesso alla vita culturale e sociale.

Le problematiche relative alla comprensione o all’espressione linguistica possono rappresentare un forte ostacolo, una vera barriera, per l’accesso agli “strumenti” culturali da parte del bambino, con il risultato, a lungo termine, di isolare quest’ultimo impedendogli di accedere adeguatamente ad informazioni e risorse.

Le difficoltà nel processo comunicativo coinvolgono in maniera globale la persona, rendendo difficoltosa l’interazione con il contesto e l’accesso al sapere.

Oltre all’aspetto, “in entrata” (relativo all’accesso alle informazioni) il bambino vive anche una barriera “in uscita”: le sue comunicazioni non raggiungono il destinatario ed è impossibile sviluppare quelle capacità simboliche e creative tipiche dei bambini quando si cimentano nel gioco o nel racconto fiabesco.

  • Offrire alle famiglie e a tutti coloro che interagiscono con il bambino diversamente abile, la possibilità di un percorso formativo competente e mirato, volto alla costruzione di un solido background di competenze, con particolare attenzione all’ambito comunicativo.
  • Favorire la diffusione di conoscenze sulla Comunicazione Aumentativa Alternativa, come modalità di intervento volta ad incrementare la comunicazione naturale e le competenze già in essere del bambino.
  • Favorire il libero accesso alla comunicazione e alla cultura dei bambini diversamente abili e delle loro famiglie, offrendo loro la possibilità di usufruire di ausili costruiti e modificati tenendo conto delle potenzialità dei soggetti con disturbi nel livello comunicativo.
  • Facilitare l’esercizio del diritto alla creatività dei bambini diversamente abili, attraverso una diversa modalità comunicativa.

Le azioni e gli strumenti previsti dal progetto:

  1. FORMAZIONE: Organizzazione di un percorso formativo rivolto alle famiglie di bambini con deficit comunicativi, ad altre persone significative nel contesto di vita dei soggetti (educatori, insegnanti), per incrementare le conoscenze relativamente alla Comunicazione Aumentativa, ai suoi utilizzi e alle sue potenzialità. Tale azione è prevista in due cicli (vedi diagramma di Gantt più avanti).
  2. LUDUS: Organizzazione di seminari formativo-creativi, destinati a famiglie e bambini, con l’obiettivo di facilitare l’espressione di una creatività latente, che vadano incontro alle differenti caratteristiche di bambini con difficoltà comunicative. E’ garantita durante i laboratori la presenza di una persona competente che aiuti i genitori nella valutazione di limiti e risorse del bambino, di cui tenere conto per l’utilizzo di ausili e strumenti culturali realmente funzionali. La creatività sarà lo sfondo integratore di corsi di formazione (per genitori e ed educatori) e laboratori (per bambini). I laboratori accompagnano il minore nel percorso di apprendimento della metodologia di Comunicazione Aumentativa Alternativa, sono attivati lungo tutto l’arco temporale del progetto e vengono interrotti, sostanzialmente, solo durante i periodi in cui si sta svolgendo l’azione formativa.
  3. INFORMA: Diffusione di informazioni relative alle diverse iniziative del progetto, tramite volantini pubblicitari e avvisi sul sito internet dell’associazione, che favoriscano una maggiore partecipazione all’iniziativa e sottolineino il ruolo dei diversi Enti che permettono la realizzazione dell’iniziativa, a livello operativo ed economico.

 

Le Cose Belle della Vita – Percorso di accompagnamento per bambini cerebrolesi e per le loro famiglie

Il progetto “Le cose belle della vita” si  rivolge a bambini cerebrolesi e ai loro genitori, si propone di predisporre strumenti idonei per l’empowerment della famiglia, aiutando i genitori ad avere fiducia nello sviluppo del figlio, a crescere assieme al figlio, accettandone i limiti, stimolandolo per superarli .

Obiettivi specifici del progetto sono:

a)    Sostegno alle famiglie nei momenti apicali della vita del bambino cerebroleso (diagnosi, terapia, integrazione scolastica…).

b)   Aumento delle competenze genitoriali.

c)    Facilitazione del percorso che conduce verso la presa in carico specialistica.

d)   Riduzione del rischio di isolamento e di esclusione sociale dei bambini e delle loro famiglie.

 

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